CHI SIAMO
Riscoprire gli antichi sentieri dimenticati dell’Agro Falisco, vivere la splendida natura della Valle del Treja, rivisitare gli insediamenti archeologici e i siti medioevali, valorizzare le ricchezze ambientali, storiche, culturali di cui la regione è ricchissima….
Con questi obiettivi è nata nel 1996 l’Associazione delle Forre.
La nostra prima “impresa” fu la riapertura del
sentiero principale della forra del Treja, la via Narcense.

Falcetti e roncole alla mano, tornammo a rendere percorribile l’antica strada che fin dall’età del bronzo collegava gli importanti centri di Narce e di Falerii Veteres, le attuali Calcata e Civita Castellana.
All’epoca non sapevamo ancora che, grazie all’impegno di tutti noi, saremmo riusciti a ridare vita ad un vero e proprio sistema di straordinari sentieri, in mezzo alla natura e a pochi passi da Roma.
Oggi, oltre all’attività di esplorazione e manutenzione, proponiamo ai nostri soci una escursione al mese.
Ma … cosa è una forra? La forra è quell’intricato mondo di fondovalle, creato dall’erosione millenaria dei corsi d’acqua e, dove, da decenni ormai, la presenza dell’uomo è ridotta al minimo. Con il progressivo abbandono dell’agricoltura in queste segrete valli, sono ritornati nella macchia fitta gli animali: il falco pellegrino, l’airone, il tasso, l’istrice, il gufo, la tartaruga, il pettirosso e la cinciallegra.
Più vicino ai paesi le simpaticissime e ciarliere taccole, sempre numerose a commentare gracidando quel che avviene nel mondo sotto di loro…
Innumerevole anche le specie arboree: si va da quelle che preferiscono l’umidità e la vicinanza dell’acqua, come i salici, gli ontani e i pioppi, ai lecci e ai corbezzoli che crescono in alto, nei punti più secchi e soleggiati.
Ai piedi degli alberi, migliaia di fiori - alcuni anche rari e protetti, come le molte varietà di orchidee - e un vero tappeto di pungitopo, lingua cervina e “code di cavallo”.
A seconda delle stagioni poi, il bosco si arricchisce di primule, campanule, bucaneve, cespugli di rose canine e tanti, tanti ciclamini.
Ogni valle, ogni forra, ogni sentiero, rivela poi al visitatore i segni di presenze insediative talvolta imponenti. Sono i tanti castelli e villaggi abbandonati che costellano il territorio, visioni fantastiche, che emergono dal passato e dall’intrico della vegetazione come inattese, emozionanti presenze.