I FALISCI 

 

Lo storico greco Strabone, definì i Falisci “una tribù

particolare e diversa che parla una lingua tutta sua”. L’origine di questa tribù sembra doversi rintracciare “negli insediamenti del II millennio della civiltà appenninica dell’età del bronzo, una genesi che distingue i Falisci dagli altri gruppi

tribali dell’Etruria” (Potter) 

Due furono i centri più importanti: Falerii Veters (civita Castellana) e Narce, (la collina ad est di Calcata). Il nome antico di questa seconda città è sconosciuto, ma recenti studi accreditano la sua identificazione con Fescennium, la città di cui non si è ancora stabilita la sicura ubicazione.

La comunità di Narce, già presente nel XII sec. a.C., intorno al VII e VI sec. si sviluppò a tal punto che l’insediamento interessò le vicine colline di Monte li Santi e Pizzo Piede.  L’aumento demografico e il benessere di Narce furono favoriti dalla felice posizione della cittadina, al centro delle rotte commerciali tra la costa e il nord, tra il centro italico della penisola ed il distretto minerario toscano.

Fu a partire dal V sec. a.C. che iniziò lo scontro con Roma. Tito Livio ne narrò le fasi dal 395 a.C. con la caduta di Veio e l’assedio di Falerii da parte di Furio Camillo.

L’ultimo episodio si ebbe nel 241 a.C. : “La guerra si concluse rapidamente. Dopo sei giorni di scontro erano stati uccisi 15.000 falisci e Falerii Veteres era caduta. La reazione romana fu durissima: metà del territorio fu confiscato e la popolazione di Falerii Veteres fu trasferita nella pianura  vicina, dove fu fondata una nuova città” (Potter).  La popolazione di Narce fu dispersa e nel suo territorio sorsero nuovi insediamenti e ville rurali romane.