LA VALLE DEL TREJA

INFORMAZIONI GEOLOGICHE

 

Circa un milione e mezzo d’anni fa, l’area della valle del Treja era invasa da un mare profondo, come testimoniano i numerosi fossili rinvenuti in zona. Successivamente, l’area fu attraversata dall’antico Tevere, che scorreva all’incirca in corrispondenza di Civita Castellana, Calcata e Mazzano, per proseguire poi verso sud.

Settecentomila anni fa, a seguito di un’intensa attività vulcanica, il corso del Tevere fu bloccato e si creò un grande lago. Il fiume, aggirato ad est il Monte Soratte, trovò un nuovo percorso, corrispondente pressappoco all’attuale.

I sedimenti relativi all’antico Tevere e al grande lago sono rintracciabili anche lungo la via Narcense: ciottoli calcarei, sormontati da limi e argille a piccoli strati. I primi segnano l’alveo del paleo-Tevere, i secondi la formazione del lago.

Il primo centro vulcanico ad attivarsi fu quello di Sacrofano, seguito da quelli di Baccano, di Bracciano e di Tre Querce.  I prodotti vulcanici erano costituiti da “colate piroclastiche” e da “piroclastiti di ricaduta”.  Le particelle delle prime si depositano fuse, solidificandosi quando si raffreddano; le seconde arrivano a terra fredde: ciò si truce in una minore erodibilità delle prime rispetto alle seconde.

Il paesaggio della valle del Treja come oggi appare è il risultato della somma tra le forme derivate dalle eruzioni vulcaniche e la successiva azione erosiva tipica dell’ambiente fluviale. I corsi d’acqua hanno infatti rivestito un’importanza primaria nel modellamento del bacino del Treja, creando valli profonde con versanti ripidi.